In base al D.Lgs. n.368/01, in caso di successione di due contratti a termine viene prevista la necessità di inserire un determinato periodo di intervallo tra i due periodi contrattuali, pena la trasformazione del secondo contratto in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Attualmente gli stacchi previsti sono:

  • 60 giorni nel caso primo contratto a termine di durata fino a sei mesi;
  • 90 giorni se la durata del primo contratto a termine sia superiore a 6 mesi.

Invece è possibile ridurre gli intervalli a 20 o 30 giorni (rispettivamente per primo contratto fino a sei mesi o superiore) per tutte le ipotesi indicate dall’art.5, co.4-ter, del D.Lgs. n.368/01 e, pertanto, anche in tutte le ipotesi di attività stagionale individuate dalle parti sociali in applicazione dello stesso co.4-ter.

Le indicazioni del Ministero

Sul tema il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con interpello n.37 del 22 novembre 2012, ha chiarito che gli intervalli ridotti a 20 o 30 giorni possono essere applicati anche in presenza di eventuali discipline adottate in sede collettiva anteriormente all’entrata in vigore delle modifiche normative (18 luglio 2012), ai sensi dall’art.5, co.4-ter.

Recenti accordi collettivi

In questo ultimo periodo sono stati molti i Ccnl che hanno normato l’argomento in questione; di seguito si riportano alcune delle previsioni contrattuali pubblicate:

Scuole private Agidae - Accordo 7 settembre 2012

L’accordo sostituisce la durata dei precedenti intervalli, 10 o 20 giorni, con le nuove misure previste dalla novella normativa, ossia 20 o 30 giorni. In particolare il Ccnl recita: "Qualora il lavoratore venga riassunto a termine, ai sensi del precedente punto 23.4.1, entro un periodo di 20 (venti) giorni per contratti di durata non superiore ai 6 mesi e 30 (trenta) giorni per contratti superiori ai 6 mesi, il secondo contratto si considera a tempo indeterminato".

Industria alimentare - Accordo di rinnovo del Ccnl 22 settembre 2009, siglato in data 27 ottobre 2012

Nell’accordo viene ribadito che alle previsioni del Ccnl del 17/03/2008, in tema della stagionalità, è applicabile la riduzione dei termini di intervallo fra i contratti.

Turismo Federalberghi - Confcommercio - Accordo 21 novembre 2012

Viene previsto che la riduzione dei tempi di stacco fra i contratti è applicabile a tutti i casi in cui sia possibile l’apposizione del termine al contratto di lavoro, garantendo così l’applicazione di tale previsione a un’ampia casistica ricompresa nei casi di deroga ai termini ordinari e alle previsioni della contrattazione territoriale o aziendale.

Turismo Federturismo - Confindustria - Accordo del 22 novembre 2012

La riduzione degli stacchi si applicherà ai dipendenti delle aziende di stagione di cui all'art.50 del Ccnl 3 febbraio 2008, e per le attività stagionali individuate dall'avviso comune del 24 giugno 2008 nonché ai contratti di carattere temporaneo o contingente, in relazione alla fase di avvio di nuove attività e per sostituzione di lavoratori.

L’accordo prevede che ulteriori ipotesi potranno essere individuate dalla contrattazione di 2° livello.

Studi professionali Consilp - Accordo del 28 novembre 2012

In questo accordo viene previsto che la riduzione dei termini di stacco sia applicabile "in tutti i casi in cui si rendesse necessario il rinnovo dei contratti a termine".

Industria metalmeccanica ed installazione impianti - Accordo di rinnovo del Ccnl 15 novembre 2009, siglato in data 5 dicembre 2012

L’accordo stabilisce che: “… i termini ridotti di intervallo nella successione di contratti a termine con il medesimo lavoratore si applicano nei casi di assunzione in sostituzione di lavoratori assenti nonché nei casi di assunzione dei lavoratori posti in cassa integrazione guadagni, iscritti nelle liste di mobilità ovvero percettori dell’Aspi ed in ogni altro caso previsto dagli accordi aziendali stipulati dalla Rappresentanza sindacale unitaria d’intesa con le strutture territoriali delle organizzazioni sindacali più rappresentative sul piano nazionale”.

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