27 Giugno 2013

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in data 26 giugno 2013, il c.d. Decreto Lavoro, finalizzato esplicitamente a migliorare il funzionamento del mercato del lavoro, ad aumentare l’occupazione, soprattutto giovanile, e a sostenere le famiglie in difficoltà. Di seguito illustriamo le prime indicazioni.

Incentivi assunzione giovani

Il Governo ha previsto, per il quadriennio 2013-2016, lo stanziamento di 794 milioni di euro, per incentivare le assunzioni di lavoratori in età compresa tra i 18 ed i 29 anni che si trovino in almeno una delle seguenti condizioni:

  • siano privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
  • siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale;
  • vivano da soli con una o più persone a carico.

L’Incentivo previsto a favore del datore di lavoro sarà pari ad un terzo della retribuzione imponibile ai fini previdenziali e potrà essere erogato per un periodo di 18 mesi, nel limite massimo di 650 euro per lavoratore. Nel caso di trasformazione a tempo indeterminato di un contratto esistente, invece, il periodo di incentivazione è fissato nella misura di 12 mesi.

 

Incentivi Tirocini formativi e Aree del mezzogiorno

Ulteriori risorse economiche sono state stanziate al fine di favorire i tirocini formativi e di migliorare la situazione occupazionale nelle aree del Mezzogiorno.

 

Novità contrattuali

Tra le novità principali in materia previste dal Decreto rientrano una serie di interventi che vanno ad incidere sui contratti a termine e di somministrazione nonché su quelli di lavoro a progetto, intermittente ed accessorio.

Contratto a termine:

è da segnalare l'abrogazione del divieto di proroga del contratto ”acausale”, introdotto dalla L. n. 92/2012. La riduzione della pausa tra un contratto ed il successivo torna alla previsione originaria del d.lgs. 368/2001, e cioè 10 giorni per i contratti di durata fino a 6 mesi, e 20 giorni per quelli superiori a 6 mesi.

Contratto di collaborazione a progetto:

Al contratto a progetto sono state estese le norme volte ad eliminare il fenomeno delle c.d. “dimissioni in bianco”.

Contratto di lavoro intermittente:

Ogni lavoratore potrà essere assunto con contratto di lavoro intermittente per un massimo di 400 giornate nell’arco di tre anni. Il superamento di questo limite comporterà la immediata trasformazione a tempo indeterminato e pieno del contratto in oggetto.

Deposito contratti aziendali e conciliazione:

Di rilievo sono anche le disposizioni in materia di monitoraggio dei contratti aziendali, con l’introduzione del deposito obbligatorio degli stessi presso le direzioni territoriali del lavoro, e quelle in materia di conciliazione, con la previsione in base alla quale la mancata presentazione di una delle parti al tentativo di conciliazione sarà valutata dal giudice nella sua decisione finale.

 

Seguiranno aggiornamenti

 

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