Il Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, all'Art. 2 definisce "LAVORATORE" (soggetto alla normativa sulla sicurezza sul lavoro) nel seguente modo:
persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari
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In base a quanto appena esposto, pertanto, i collaboratori domestici non sono soggetti a tale normativa, PERO' il Contratto Collettivo Nazionale - Collaboratori domestici, all'Art. 27 prevede che il datore di lavoro ha l’obbligo di assicurare al personale domestico un ambiente di lavoro sicuro e salubre, secondo quanto previsto dalla legislazione vigente. A tal fine, è tenuto a controllare che l’impianto elettrico domestico sia a norma e in particolare ad assicurarsi che sia stato installato un adeguato interruttore differenziale: il cosiddetto salvavita. Il datore di lavoro è inoltre tenuto a informare il personale domestico circa eventuali rischi esistenti nell’ambiente di lavoro, relativi anche all’uso delle attrezzature e all’esposizione a particolare agenti chimici, fisici e biologici. In mancanza di adeguamento alle norme di tutela della sicurezza dell'ambiente domestico, il datore di lavoro sarà ritenuto responsabile di eventuali incidenti sul lavoro, con possibilità di rivalsa da parte dell'Inail.
È previsto un documento di valutazione rischi da compilare e consegnare ai collaboratori domestici al momento dell'assunzione, redatto dall’Ente bilaterale di settore Ebincolf; per ora di tale documento non si hanno notizie precise.

 

 Documentazione allegata:

 

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