I chiarimenti della circolare (Agenzia Entrate n. 14/E del 27/03/2015)

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Con un Comunicato Stampa del Dipartimento delle Finanze del 23 settembre 2014 é stato reso noto che é stato firmato il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze che proroga al 30 novembre 2014 (per la precisione, al 1° dicembre, poiché il 30 novembre cade di domenica) il termine per la presentazione della dichiarazione “IMU – TASI ENC” per gli anni 2012 e 2013.

 

Modello IMU-TASI 2014 ENC

E' disponibile nell'AREA DOWNLOAD - SEZIONE FISCALE - INFORMA FISCO il materiale informativo riguardo la fatturazione elettronica.

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Il Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, all'Art. 2 definisce "LAVORATORE" (soggetto alla normativa sulla sicurezza sul lavoro) nel seguente modo:
persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari
.

In base a quanto appena esposto, pertanto, i collaboratori domestici non sono soggetti a tale normativa, PERO' il Contratto Collettivo Nazionale - Collaboratori domestici, all'Art. 27 prevede che il datore di lavoro ha l’obbligo di assicurare al personale domestico un ambiente di lavoro sicuro e salubre, secondo quanto previsto dalla legislazione vigente. A tal fine, è tenuto a controllare che l’impianto elettrico domestico sia a norma e in particolare ad assicurarsi che sia stato installato un adeguato interruttore differenziale: il cosiddetto salvavita. Il datore di lavoro è inoltre tenuto a informare il personale domestico circa eventuali rischi esistenti nell’ambiente di lavoro, relativi anche all’uso delle attrezzature e all’esposizione a particolare agenti chimici, fisici e biologici. In mancanza di adeguamento alle norme di tutela della sicurezza dell'ambiente domestico, il datore di lavoro sarà ritenuto responsabile di eventuali incidenti sul lavoro, con possibilità di rivalsa da parte dell'Inail.
È previsto un documento di valutazione rischi da compilare e consegnare ai collaboratori domestici al momento dell'assunzione, redatto dall’Ente bilaterale di settore Ebincolf; per ora di tale documento non si hanno notizie precise.

 

 Documentazione allegata:

 

In data 01 Luglio 2014, è stato rilasciato il modello di dichiarazione dell'IMU e della TASI per gli enti non commerciali, con le relative istruzioni. Per gli anni 2012 e 2013, il termine di presentazione della dichiarazione è fissato al 30 settembre 2014.

Di seguito è possibile effettuare il download del Decreto e del rispettivo Modello


            

Decreto IMU           Modello e Istruzioni

 

È stato convertito in Legge il Decreto Legge n. 34 del 20 marzo 2014; ora si attende la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Il provvedimento contiene misure di semplificazione per i datori di lavoro, tra le quali:

  • in materia di lavoro a termine:

− possibilità di instaurare contratti a termine fino ad un massimo di 36 mesi senza indicare alcuna causale, nonché di prorogare il contratto (nel limite di 36 mesi) fino ad un massimo di 5 volte;

− fissazione di un tetto legale del 20% all’utilizzo dei contratti a termine al superamento del quale dovrà essere pagata una sanzione;

 

  • in materia di apprendistato:

− il contratto deve contenere in forma “sintetica” il Piano Formativo Individuale;

− possibilità, per i datori con almeno 50 dipendenti, di assumere nuovi apprendisti solo se nei 36 mesi precedenti sia proseguito a tempo indeterminato il rapporto di lavoro di almeno il 20% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore ;

− nell’ambito dell’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale la retribuzione è calcolata tenendo conto delle ore di lavoro effettivamente prestate, nonché delle ore di formazione almeno nella misura del 35% del relativo monte ore totale;

− l’obbligo per la Regione di comunicare al datore le modalità di svolgimento dell'offerta formativa pubblica entro 45 giorni dalla comunicazione dell'instaurazione del rapporto di lavoro;

 

  • in tema di DURC è previsto che la verifica della regolarità contributiva avvenga, da chiunque vi abbia interesse, compresa la stessa impresa, con modalità esclusivamente telematiche e in tempo reale.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.95 del 24 aprile 2014 il Decreto Legge n.66, noto come “Decreto Renzi” o “Decreto Irpef”.

Il decreto è strutturato in 51 articoli e dovrà essere convertito in legge nel termine di 60 giorni, pena la sua decadenza. Tale decreto ha efficacia a partire dal 24 aprile, giorno di pubblicazione in Gazzetta, salvo eventuali previsioni per le quali necessita l’emanazione di normativa secondaria.

 

BONUS 80 EURO

L’articolo 1 del D.L. 66/2014 ha introdotto un’agevolazione con la finalità di ridurre la pressione fiscale e contributiva sul lavoro, consistente in un credito di importo massimo pari a 640 euro a favore dei titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati fino a 26.000 euro, la cui imposta lorda sia di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro loro spettanti.

Per consentirne una rapida fruizione, è previsto che il credito:

- sia riconosciuto automaticamente da parte dei datori di lavoro, senza che sia necessaria una richiesta esplicita da parte dei lavoratori;

- sia attribuito dai sostituti d’imposta ripartendone il relativo ammontare sulle retribuzioni erogate a partire dal primo periodo di paga utile successivo alla data di entrata in vigore del decreto (maggio 2014);

- sia riconosciuto per il 2014, in attesa dell’intervento normativo strutturale da attuare con la legge di stabilità per l’anno 2015.

Il credito non concorre alla formazione del reddito e, quindi, le somme incassate a tale titolo non sono imponibili ai fini delle imposte sui redditi, comprese le relative addizionali regionale e comunale.

Non costituendo retribuzione per il lavoratore, il credito non incide sul calcolo dell’IRAP dovuta dai datori di lavoro.

L’Agenzia delle Entrate ha emanato in proposito: circolare 8/E e circolare 9/E fornendo alcune precisazioni.


Per ulteriori approfondimenti: INFORMA LAVORO - Circolare Maggio 2014 (contenuto riservato ai Clienti di Studio iscritti al sito)

(L. n.214/11 – Circolare n. 1 del 31 marzo 2014)
I Dipartimenti delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze e della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, al fine di chiarire alcuni aspetti connessi all’obbligo di fatturazione elettronica nei confronti della Pubblica amministrazione, hanno pubblicato la Circolare n.1 del 31 marzo 2014.
Si ricorda che l’obbligo in esame “decorre”:
1. dal 6 giugno 2014: per Ministeri, Agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza e assistenza sociale individuati dall’Istat;
2. dal 6 giugno 2015, invece, si estenderà a tutti i restanti enti e organismi della Pubblica Amministrazione.

Per ulteriori approfondimenti

Il 1° aprile il Ministero del Lavoro ha reso noto il rafforzamento dei controlli sull'utilizzo improprio dei contratti di collaborazione a progetto e delle partite IVA, specialmente dopo le rilevanti modifiche che sono state introdotte dal decreto legge 20 marzo 2014, n. 34, in materia di contratti di apprendistato e di lavoro a tempo determinato.

Secondo lo stesso Ministero, nel 2013 sono state "riqualificate" circa 19.000 posizioni lavorative attivate con contratti di collaborazione a progetto e partite IVA, dei quali 15.495 nel settore dei servizi, 1.629 in quello industriale, 1.099 nell'edilizia e 165 in agricoltura.

Ricordiamo che la Riforma Fornero ha introdotto un regime di “presunzioni” in base al quale le prestazioni lavorative rese da persona titolare di posizione fiscale ai fini IVA sono considerate, salvo che sia fornita prova contraria da parte del committente, rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, qualora ricorrano almeno due dei seguenti tre presupposti:

a) la collaborazione con il medesimo committente abbia una durata complessiva superiore a otto mesi annui per due anni consecutivi;

b) il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d'imputazione di interessi, costituisca più dell'80 per cento dei corrispettivi annui complessivamente percepiti dal collaboratore nell'arco di due anni solari consecutivi;

c) il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente.

Il Ministero, con la circolare 27 dicembre 2012, n. 32, ha fornito le proprie indicazioni, evidenziando che, quanto al primo requisito (collaborazione con il medesimo committente di durata complessiva superiore a 8 mesi annui per 2 anni consecutivi): a) il periodo di riferimento è sempre costituito dall’anno civile, ossia l’arco di tempo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno; b) il periodo di 8 mesi annui, data la durata convenzionale di un mese pari a 30 giorni, corrisponde a un minimo di 241 giorni, anche non continuativi (dal che ne deriva che, in caso di prestazioni iniziate il 1° gennaio di ogni anno, dato che la norma è entrata in vigore il 18 luglio 2012, il primo biennio inizia il 1° gennaio 2013 e si conclude non prima del 241° giorno dell’anno in corso, ossia il 29 agosto prossimo); c) la prova del rapporto e, più ancora, della sua effettiva durata, può essere raggiunta tramite l’esame di documenti, lettere di incarico e fatture, e/o testimonianze dei dipendenti o di terzi.

Con riguardo al secondo requisito (il corrispettivo) il Ministero ha precisato che si intende far riferimento ai soli corrispettivi derivanti da prestazioni autonome che siano stati comunque "fatturati", indipendentemente da un effettivo incasso delle somme pattuite. Non solo, qualora si intenda far valere tale condizione insieme a quella sulla durata della prestazione, il dicastero ritiene che il criterio dell'anno civile riguardo alla durata "superiore a 8 mesi annui per 2 anni consecutivi, "attragga" necessariamente anche il criterio reddituale: in pratica, poiché in tal caso occorre prendere in considerazione, ai fini della durata, i periodi dal 1° gennaio al 31 dicembre di 2 anni consecutivi, gli anni solari considerati ai fini reddituali dovranno necessariamente coincidere con i citati periodi.

Infine, il terzo requisito sussiste a prescindere dal fatto che la postazione di lavoro fissa non sia di uso esclusivo di quel dato titolare di partita IVA né che vengano fornite o meno attrezzature di lavoro.

Ove la presunzione si trovi ad operare e nel caso in cui il committente non riesca a fornire la prova contraria, opera la conversione in contratto di collaborazione coordinata e continuativa: in assenza di uno specifico progetto, ne deriva l’ulteriore conversione in un “normale” rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto.

La stessa norma, ossia l’art. 69-bis del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, dispone che la presunzione non opera, invece, con riferimento alle prestazioni lavorative svolte nell'esercizio di attività professionali per le quali l'ordinamento richiede l'iscrizione a un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specifici requisiti e condizioni (a tale proposito si veda l’elenco di cui al D.M. 20 dicembre 2012).

La presunzione che si tratti di co.co.co. non opera neppure ove ricorrano entrambi tali requisiti:

a) la prestazione sia connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell'esercizio concreto di attività;

b) essa sia svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile per il versamento dei contributi previdenziali di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, ossia – per l’anno 2014 – un reddito (“lordo”, ad avviso del Ministero) almeno pari a 19.395 euro.

Va altresì ricordato che il "grado elevato" delle competenze e le "rilevanti esperienze" che conferiscono professionalità al collaboratore, possono essere comprovate attraverso il possesso di un titolo di studio (minimo un diploma) o di qualifiche o diplomi conseguiti al termine di una qualsiasi tipologia di apprendistato, purché pertinenti all’attività svolta, oppure con il possesso di una qualifica o specializzazione attribuita da un datore di lavoro da almeno 10 anni ovvero lo svolgimento dell’attività autonoma oggetto di contratto per eguale durata.

Grande attenzione va quindi posta non solo con riguardo agli elementi formali del rapporto sopra illustrati ma anche alle sue concrete modalità di svolgimento, posto che – come precisato dal Ministero – è sempre possibile, per il lavoratore autonomo o l’ispettore, far valere "direttamente" un rapporto di subordinazione ex art. 2094 cod. civ. ove sussistano gli "ordinari" criteri di qualificazione e i relativi indici sintomatici.

Con un comunicato pubblicato oggi sul proprio sito nella sezione “NEWS”, l’INAIL rende noto il differimento del termine del pagamento di tutti i premi assicurativi INAIL dal 17 febbraio 2014 al 16 maggio 2014.
L’Istituto chiarisce che, contrariamente a quanto si sarebbe potuto intendere dal comunicato stampa del 22 gennaio 2014 del Ministero del Lavoro e del MEF (si veda aggiornamento AP n. 29/2014), sono posticipati al 16 maggio anche i pagamenti dei premi speciali non soggetti all’autoliquidazione, con date di scadenza antecedenti alla medesima data (16 maggio).
L’Istituto provvederà quanto prima a comunicare le necessarie istruzioni operative per l’applicazione della riduzione.

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