Fino a 100 Euro fattura solo con codice fiscale o partita IVA

Dal 1° Gennaio 2013 entrano in vigore le nuove regole per la fatturazione semplificata: il cedente o prestatore può emetterla in caso di operazioni (o storno di operazioni tramite emissione di nota di credito) di ammontare non superiore a € 100,00 (il limite potrà essere innalzato fino a € 400,00 tramite apposito Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze per alcuni settori / soggetti).

L'utilizzo della fattura semplificata riguarderà la generalità delle operazioni con le seguenti esclusioni:

  • non si può usare per le cessioni intracomunitarie di cui all'art. 41 del DL n. 331/1993;
  • non si può utilizzare per le cessioni di beni e prestazioni di servizi, non di carattere finanziario, effettuate nei confronti di un soggetto passivo che è debitore dell'imposta in un altro Stato membro dell'UE.

La fattura semplificata presenta un contenuto minimo del tutto simile a quello previsto dall'art. 21 del DPR 633/72 per la "fattura ordinaria". Vanno evidenziate due semplificazioni:

  • in luogo dei dati identificativi del cessionario o committente stabilito in Italia (ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente), è necessario solo in codice fiscale o il numero di partita IVA del medesimo; se invece il cessionario o committente sia stabilito in un altro Stato membro dell'UE, è possibile indicare soltanto il numero di partita IVA attribuito dallo stesso Stato membro;
  • non è necessario indicare la base imponibile dell'operazione e la relativa imposta; è infatti sufficiente indicare il corrispettivo complessivo e l'ammontare dell'imposta in esso compresa (ovvero dei dati necessari al suo calcolo).

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