Il Redditometro è lo strumento di cui il Governo si è dotato per combattere l’evasione fiscale. La finalità principale è quella di permettere agli organi di controllo di effettuare accertamenti incrociati tra il reddito e le spese effettuate, al fine di scoprire eventuali scostamenti o discrepanze tra l’effettivo tenore di vita ed il reddito dichiarato. Gli accertamenti esecutivi avranno luogo qualora lo scostamento superi il 20%.

Le voci di spesa che saranno tenute in considerazione dal redditometro sono le abitazioni, le automobili, le attività ricreative, l’istruzione, le assicurazioni, gli investimenti ed altre spese di vario genere (ad esempio:donazioni, gioielli, altri oggetti preziosi …).

I soggetti interessati al redditometro le ditte individuali e le persone fisiche, ordini professionali, artigiani, dipendenti e pensionati. Sono escluse dai controlli effettuati attraverso il redditometro le imprese, che non subiranno controlli diretti.

Il Redditometro è uno strumento di accertamento sintetico dei redditi (a partire dall’anno 2009) che permette al Fisco di formulare solo una “presunzione semplice“, non una “presunzione legale“, pertanto non spetta al contribuente, come definito dalla Cassazione con sentenza 23554/2012 depositata il 20 dicembre 2012, che fornisce chiarimenti sui controlli fiscali del nuovo Redditometro.

La Corte, nella sentenza sopracitata, stabilisce che non è il contribuente a doversi difendere sulla base dell’accertamento da Redditometro, ma è il Fisco a dover provare l’incompatibilità del reddito dichiarato con spese effettuate e tenore di vita.

In effetti, lo stesso decreto sul Redditometro (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 gennaio 2013), prevede la necessità di un contraddittorio amichevole con il contribuente prima dell’eventuale notifica di un accertamento fiscale da far partire sulla base del Redditometro:

Leggi o scarica “Redditometro 2013: Decreto attuativo per l’accertamento sintetico”

La sentenza della Cassazione

Il Redditometro permette al Fisco di presumere il reddito del contribuente attraverso l’analisi delle spese che sostiene e del suo tenore di vita. E qui sta il punto: secondo le norma che regolamenta i poteri del Fisco in materia (articolo 38 del Dpr 600/1973), l’accertamento sintetico di «tende a determinare attraverso l’utilizzo di presunzioni semplici, il reddito complessivo del contribuente mediante i cosiddetti elementi indicativi di capacità contributiva stabiliti dai decreti ministeriali con periodicità biennale».

Quindi il Redditometro, secondo l’ultima sentenza della Cassazione, non si fonda su una presunzione legale (che definisce invece un fatto noto stabilito dalla legge) e pertanto sarà il Fisco a dover dimostrare che il contribuente evade. Precedenti pronunciamenti della Cassazione, c’è comunque da dire, alternano sentenze in linea con quest’ultima con quelle di parere opposto.

Redditometro: funzionamento

Per l’accertamento dei redditi sono state previste 100 voci di spesa, le 55 tipologie di nucleo familiare, i criteri per valutare il reddito dei contribuenti e le caratteristiche operative dello strumento che serve a misurare la correttezza della dichiarazione dei redditi a partire dal 2009.

Leggi o scarica gli allegati del Decreto attuativo per l’accertamento sintetico:

Tabella consumi
Tabella famiglie

Si considerano anche le spese per coniugi o familiari a carico mentre sono escluse quelle per beni o servizi relativi ad attività di impresa o esercizio di arti e professioni.

A ogni voce di spesa è attribuito un diverso contenuto induttivo, determinato tenendo conto della spesa media Istat per gruppi e categorie di consumi e del nucleo familiare di appartenenza del contribuente.

A determinare il peso delle singole voci concorrono inoltre analisi e studi socio economici.

Categorie di spesa

  • alimentari-abbigliamento-calzature,
  • abitazione (mutuo, affitto, spese, manutenzione),
  • combustibili ed energia,
  • mobili, elettrodomestici e servizi per la casa (qui ci sono le spese per i collaboratori domestici),
  • sanità,
  • trasporti (Rc auto, bollo, manutenzione veicoli)
  • comunicazioni,
  • istruzione (soggiorni studio all’estero, canoni di locazione studenti universitari),
  • tempo libero, cultura e giochi (pay tv, sport, animali domestici),
  • altri beni e servizi (assicurazioni, contributi previdenziali obbligatori, cura della persona, viaggi, parcelle dei professionisti, beni di lusso, oggetti d’arte, assegni al coniuge, erogazioni liberali),
  • investimenti (immobili, auto, moto, barche, assicurazioni, titoli finanziari, contributi previdenziali volontari).

Tipologie familiari

I seguenti nuclei sono divisi per cinque aree geografiche: Nord-Est, Nord-Ovest, Centro, Sud, Isole.

  • persona sola: con meno di 35 anni, fra 35 e 64 anni, oltre i 65 anni,
  • coppia senza figli con meno di 35 anni, fra 35 e 64 anni, oltre i 65 anni,
  • coppia con un figlio,
  • coppia con due figli,
  • coppia con tre o più figli,
  • mono-genitore,
  • altre tipologie.

Il Redditest

Da Novembre 2012 il contribuente può verificare da sé la coerenza dei propri redditi utilizzando il software messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate: il Redditest. Si usa inserendo i propri dati, la composizione del nucleo familiare, le spese sostenute: seil test si conclude con un semaforo rosso vorrà dire che i propri redditi dichiarati sono “insostenibili” per la capacità di spesa presunta dal Fisco.

I controlli

Sulla base della ricostruzione sintetica del reddito, dal prossimo marzo il Fisco potrà far scattare eventuali controlli con uno scostamento fra spese e redditi dichiarati superiore al 20% ma prima ha l’obbligo di convocare il contribuente a cui spetta l’onere della prova: dovrà dimostrare il diverso ammontare o spiegare che le spese sono state effettuate da soggetti diversi dal contribuente o con redditi:

  • diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta,
  • esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o esclusi dalla formazione della base imponibile.

Redditometro e altri strumenti

Oltre al Redditometro, per la ricostruzione sintetica del reddito il Fisco può utilizzare anche altri strumenti: eventuali dati di spesa per l’acquisizione di servizi e di beni e per il relativo mantenimento, quota di risparmio riscontrata e formatasi nell’anno e, dal 2013, i dati su conti correnti e movimenti finanziari che banche e intermediari comunicheranno al Fisco mediante il nuovo Sid, il sistema di interscambio dati.

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