Il 1° aprile il Ministero del Lavoro ha reso noto il rafforzamento dei controlli sull'utilizzo improprio dei contratti di collaborazione a progetto e delle partite IVA, specialmente dopo le rilevanti modifiche che sono state introdotte dal decreto legge 20 marzo 2014, n. 34, in materia di contratti di apprendistato e di lavoro a tempo determinato.

Secondo lo stesso Ministero, nel 2013 sono state "riqualificate" circa 19.000 posizioni lavorative attivate con contratti di collaborazione a progetto e partite IVA, dei quali 15.495 nel settore dei servizi, 1.629 in quello industriale, 1.099 nell'edilizia e 165 in agricoltura.

Ricordiamo che la Riforma Fornero ha introdotto un regime di “presunzioni” in base al quale le prestazioni lavorative rese da persona titolare di posizione fiscale ai fini IVA sono considerate, salvo che sia fornita prova contraria da parte del committente, rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, qualora ricorrano almeno due dei seguenti tre presupposti:

a) la collaborazione con il medesimo committente abbia una durata complessiva superiore a otto mesi annui per due anni consecutivi;

b) il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d'imputazione di interessi, costituisca più dell'80 per cento dei corrispettivi annui complessivamente percepiti dal collaboratore nell'arco di due anni solari consecutivi;

c) il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente.

Il Ministero, con la circolare 27 dicembre 2012, n. 32, ha fornito le proprie indicazioni, evidenziando che, quanto al primo requisito (collaborazione con il medesimo committente di durata complessiva superiore a 8 mesi annui per 2 anni consecutivi): a) il periodo di riferimento è sempre costituito dall’anno civile, ossia l’arco di tempo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno; b) il periodo di 8 mesi annui, data la durata convenzionale di un mese pari a 30 giorni, corrisponde a un minimo di 241 giorni, anche non continuativi (dal che ne deriva che, in caso di prestazioni iniziate il 1° gennaio di ogni anno, dato che la norma è entrata in vigore il 18 luglio 2012, il primo biennio inizia il 1° gennaio 2013 e si conclude non prima del 241° giorno dell’anno in corso, ossia il 29 agosto prossimo); c) la prova del rapporto e, più ancora, della sua effettiva durata, può essere raggiunta tramite l’esame di documenti, lettere di incarico e fatture, e/o testimonianze dei dipendenti o di terzi.

Con riguardo al secondo requisito (il corrispettivo) il Ministero ha precisato che si intende far riferimento ai soli corrispettivi derivanti da prestazioni autonome che siano stati comunque "fatturati", indipendentemente da un effettivo incasso delle somme pattuite. Non solo, qualora si intenda far valere tale condizione insieme a quella sulla durata della prestazione, il dicastero ritiene che il criterio dell'anno civile riguardo alla durata "superiore a 8 mesi annui per 2 anni consecutivi, "attragga" necessariamente anche il criterio reddituale: in pratica, poiché in tal caso occorre prendere in considerazione, ai fini della durata, i periodi dal 1° gennaio al 31 dicembre di 2 anni consecutivi, gli anni solari considerati ai fini reddituali dovranno necessariamente coincidere con i citati periodi.

Infine, il terzo requisito sussiste a prescindere dal fatto che la postazione di lavoro fissa non sia di uso esclusivo di quel dato titolare di partita IVA né che vengano fornite o meno attrezzature di lavoro.

Ove la presunzione si trovi ad operare e nel caso in cui il committente non riesca a fornire la prova contraria, opera la conversione in contratto di collaborazione coordinata e continuativa: in assenza di uno specifico progetto, ne deriva l’ulteriore conversione in un “normale” rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto.

La stessa norma, ossia l’art. 69-bis del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, dispone che la presunzione non opera, invece, con riferimento alle prestazioni lavorative svolte nell'esercizio di attività professionali per le quali l'ordinamento richiede l'iscrizione a un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specifici requisiti e condizioni (a tale proposito si veda l’elenco di cui al D.M. 20 dicembre 2012).

La presunzione che si tratti di co.co.co. non opera neppure ove ricorrano entrambi tali requisiti:

a) la prestazione sia connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell'esercizio concreto di attività;

b) essa sia svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile per il versamento dei contributi previdenziali di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, ossia – per l’anno 2014 – un reddito (“lordo”, ad avviso del Ministero) almeno pari a 19.395 euro.

Va altresì ricordato che il "grado elevato" delle competenze e le "rilevanti esperienze" che conferiscono professionalità al collaboratore, possono essere comprovate attraverso il possesso di un titolo di studio (minimo un diploma) o di qualifiche o diplomi conseguiti al termine di una qualsiasi tipologia di apprendistato, purché pertinenti all’attività svolta, oppure con il possesso di una qualifica o specializzazione attribuita da un datore di lavoro da almeno 10 anni ovvero lo svolgimento dell’attività autonoma oggetto di contratto per eguale durata.

Grande attenzione va quindi posta non solo con riguardo agli elementi formali del rapporto sopra illustrati ma anche alle sue concrete modalità di svolgimento, posto che – come precisato dal Ministero – è sempre possibile, per il lavoratore autonomo o l’ispettore, far valere "direttamente" un rapporto di subordinazione ex art. 2094 cod. civ. ove sussistano gli "ordinari" criteri di qualificazione e i relativi indici sintomatici.

Calendario

Meteo

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Per saperne di più consulta l'informativa. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.